Pavel Orlov Redazione Online
13 febbraio 2013, 19:15

La principale potenza commerciale del 2012 è la Cina

La principale potenza commerciale del 2012 è la Cina

Secondo i risultati di quest’anno la Cina è entrata a far parte degli stati leader del commercio mondiale. Per la prima volta nella storia il Celeste Impero è riuscito a superare gli Stati Uniti.

E con anticipo, in quanto gli analisti avevano previsto che tale fatto non sarebbe avvenuto prima del 2016. Attualmente gli stessi esperti ritengono che fra 4 anni la Repubblica Popolare Cinese sarà lo stato leader in quanto a PIL.

Il miracolo economico cinese è in azione. Il Celeste Impero ha superato gli Stati Uniti per volume di commerci. Lo scorso anno Pechino ha superato Washington nella somma delle esportazioni e delle importazioni di merce per 100 miliardi e si è fermata ad una quota prossima ai 4 trilioni di dollari. La causa sta nella redistribuzione della domanda interna di entrambi gli stati, come ha chiarito Andrej Lusnikov, l’analista principale della compagnia “Finmarket”:

La Cina interagisce attivamente nel commercio internazionale. E’ vero che i tempi di crescita delle esportazioni cinesi sono rallentati negli ultimi tempi, ma questo è avvenuto sullo sfondo di una riduzione delle importazioni in America, dove relativamente alle importazioni di idrocarburi sono stati fatti notevoli passi avanti. Gli Stati Uniti si sono riorientati verso le fonti interne. Nell’insieme permane la supremazia della Cina.

Se continuerà così anche in futuro Pechino non solo diverrà il leader nel settore del commercio, ma ricoprirà il primo posto al mondo per volume di PIL. Questa tendenza chiaramente proseguirà, ma bisogna tener in considerazione che le dinamiche di sviluppo economico della Cina influiscono sui mercati mondiali. L’Europa e l’America anche oggi continuano ad affrontare le conseguenze della crisi mondiale. La Cina diverrà prima al mondo per PIL solo dopo che i principali stati si riprenderanno dal collasso economico. L’opinione di Andrej Šenka dell’agenzia “Investcafe” è che:

La Cina incrementerà la sua produzione e consumerà molto di più l’interno del paese. La popolazione si arricchirà e in questo modo crescerà la capacità d’acquisto. Grazie ad una popolazione molto numerosa la Cina può raggiungere dei rapidi tempi di crescita, incrementando il PIL fino al 9-10%. Come conseguenza la Cina potrebbe arrivare a coprire il primo posto per livello di PIL. Probabilmente avverrà nel 2017 ma è difficile affermarlo ora. Secondo il mio punto di vista è una previsione molto ottimista.

Ma secondo diversi esperti la Cina ora deve aspettare prima di raggiungere la supremazia economica mondiale. Il fatto è che il dollaro americano è irrimediabilmente presente nelle riserve auree di molti stati del mondo. Liberarsi in un momento di questo sarebbe fare molti passi indietro nel cammino dello sviluppo economico. Un’altra ragione per la quale la Cina nei prossimi tempi non sorpasserà gli Stati Uniti è dovuta alla sua politica economica. Ad oggi il cambio dello Yuan Renminbi veniva stabilito dalle autorità del paese. Finchè questo avverrà la carta economica del mondo manterrà lo status quo, come chiarisce Andrej Zaostrovcev, economista indipendente:

Finchè persiste una regolamentazione non economica per il cambio delle valute, tale moneta non può avere funzione di denaro mondiale nelle relazioni economiche. Perché occupi questo posto bisogna innanzi tutto che la rendano commerciabile. Cioè abbandonino la regolamentazione per passare alla definizione del cambio sulla base delle regole di mercato. Se ciò avverrà allora lo Yuan Renminbi crescerà il doppio rispetto all’attuare cambio. A quel punto la concorrenzialità delle merci cinesi cadrà rapidamente.

Per la Cina si tratterebbe di un suicidio economico. Ci sarebbe automaticamente un innalzamento degli affitti, un incremento degli stipendi e come conseguenza la crescita dei costi di produzione delle merci spingerebbe il capitale straniero a spostarsi in Vietnam, Indonesia, Bangladesh, perché lì i costi sarebbero più bassi. Decine di milioni di cinesi perderebbero i loro posti di lavoro. Le conseguenze di questo passo sarebbero catastrofiche per il paese. Attualmente Pechino non ha ufficialmente pensato ad un nuovo modello economico e quindi la Cina conserverà il suo status di fabbrica mondiale.

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